11 novembre, 2019

SI o NO? Muscarà e Gusmeroli rispondono

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Antonio Muscarà ed Alberto Gusmeroli rispondono a due mie domande, quindi in questo caso la mia intervista si chiamerà “Just TWO Questions Time!”

 

La prima: Il 4 dicembre si vota per il referendum, sosterrete il Sì o il No e perché?
La seconda: E se dovesse vincere “l’altra parte”, cosa cambierebbe per il paese?

 

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ANTONIO MUSCARA’

Voterò SI. La revisione costituzionale su cui ci pronunceremo il prossimo 4 Dicembre conferma l’intangibilità della prima parte della Costituzione, in cui sono sanciti i principi fondamentali, ma rinnova e adegua al progresso dei tempi la seconda parte, organizzativa e applicativa, per una democrazia rappresentativa e decidente.
Il mondo, le situazioni evolvono in modo impressionante: non è più possibile affrontare le sfide che si presentano ogni giorno con strumenti messi a punto 70 anni fa. Il modo di funzionare dello stato va adeguato alle nuove situazioni, come per altro avevano previsto i padri costituenti con l’art. 138.

Cosa succederebbe approvando questa riforma?
Se vince il SI’ il numero dei parlamentari passerà dagli attuali 945 a 630, più 100 senatori senza indennità in rappresentanza dei territori. Se vince il no, tutto resterà come adesso, il parlamento più numeroso e costoso del pianeta.

Con il SI’ la fiducia al governo sarà data solo dalla Camera e sarà più semplice governare.

Con il no, resterà tutto come ora, praticamente quasi unici al mondo a dare due fiducie in due camere diverse.

Con il SI’ i consiglieri regionali non potranno guadagnare più di un sindaco della città capoluogo e verranno cancellati i rimborsi ai gruppi regionali.

Con il SI’ diventerà più basso il quorum per i referendum, si introdurranno referendum propositivi e soprattutto con l’obbligo per la Camera di discuterli entro una data certa e ravvicinata.

Con il SI’ si elimina il CNEL, ente inutile e costoso.

Non si tratta di scegliere tra questa riforma, che resta sempre migliorabile ed una “perfetta”, ma di scegliere fra questa riforma e il “tutto resta come prima”, numero di parlamentari, stipendi, ping-pong legislativo, doppia fiducia, CNEL, ecc.
A chi contesta la riforma perché darebbe più potere al premier o che è stata fatta da un governo non eletto dal popolo rispondo semplicemente dicendo che non solo non ha letto la riforma, ma non conosce neanche l’attuale costituzione: la riforma lascia inalterati i poteri del premier e gli equilibri fra le altre forme istituzionali, anzi da più potere al popolo con l’introduzione del referendum consultivo e con l’obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.
Per quanto riguarda invece il governo, l’art 92 dell’attuale costituzione, che fra l’altro non mi sembra sia cambiato, dice che è il presidente della Repubblica a nominare il presidente del consiglio e, su suggerimento di questo, nomina anche i ministri.
Fa sorridere che chi paventa la paura di un uomo solo al comando, per lo più esponenti di destra, propongano poi, nella loro riforma ideale, proprio il presidenzialismo.
Si sente in giro un grande desiderio di cambiamento : non buttiamo via l’occasione per iniziare un vero processo innovatore e riformista.
Chi vuole mandare a casa il presidente Renzi avrà a disposizione le prossime elezioni politiche.

Il vero cambiamento si avrà se vince il SI.

Non credo agli scenari apocalittici che qualche analista economico prospetta (es. uscita dall’euro).

Senza dubbio perderemmo un’ occasione per riformare il modo farraginoso di funzionamento delle nostre istituzioni, per diminuire i parlamentari, per ridurre i costi della politica.
Nel caso vincesse il no tutto rimarrebbe come prima, ma poi non lamentiamoci che in Italia non cambia mai niente.
Non è vero che in sei mesi potremmo avere una nuova riforma: il fronte del no è solo unito nel dire no, ma essendo cosi diviso al suo interno, non ha una proposta comune di riforma.
Non essendo un analista politico non saprei disegnare scenari politici in caso di vittoria del No. Senz’altro avremo un periodi di instabilità politica con possibile ripercussione sulla nostra economia.
Leggendo i vari editoriali e commenti la cosa più probabile sarà la nascita di un nuovo governo per l’approvazione della legge di bilancio e di una nuova legge elettorale con possibili elezioni politiche l’anno prossimo. Ho letto anche diversi commenti interessanti: se anche il si dovesse perdere ma con una percentuale oltre il 40% il fatto politico è che Renzi, da solo, avrebbe ottenuto questo risultato.
Il che potrebbe significare che in caso di nuove elezioni, essendo il fronte del No assolutamente eterogeneo e incapace di proporsi come maggioranza, Renzi potrebbe rivincerle facilmente.
Con buona pace di chi vota no solo per mandare a casa Renzi e buttando all’aria un’occasione storica di rinnovamento!

 

 

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ALBERTO GUSMEROLI

A me sembra tutto un assurdità perché stiamo cambiando la LEGGE PIU’ IMPORTANTE dello Stato con una leggerezza straordinaria e sotto l’impulso di una persona dall’ambizione esagerata, dei poteri finanziari e bancari internazionali, sotto l’impulso dell’Europa e dei grandi media.

Seicento persone sono state elette dagli Italiani nel 1946 per redigere la costituzione senza interferenze dell’allora Governo, oggi il Governo Renzi è riuscito a spaccare il Paese sulla LEGGE PIU IMPORTANTE DI UNO STATO, sulla Costituzione e non perché gli interessi la RIFORMA della costituzione perché vuole entrare nella Storia, per lo stesso motivo per cui ha cacciato via LETTA, SOLO per ambizione personale.

IOVOTONO perché nel MERITO è veramente una CATTIVA riforma e lo spiego in alcuni punti essenziali:

1) Non eleggeremo più i Senatori quindi i cittadini conteranno MENO

2) I cento Senatori saranno 5 Senatori a vita e 95 eletti tra i Sindaci e i Consiglieri Regionali che già fanno fatica a fare il loro lavoro chissà come faranno e con quale qualità di risultato se dovranno svolgere il doppio ruolo di Senatori e Consiglieri Regionali/Sindaci.

3) Eliminano la rappresentanza al Senato dei cittadini italiani residenti all’estero, quindi tanti italiani all’estero conteranno meno (però adesso il voto glielo chiedono!);

4) I cento Senatori Sindaci e Consiglieri Regionali avranno l’immunità parlamentare!

5) Se si voleva cambiare era giusto eliminare il Senato e non prevedere un Senato di non eletti e un pastrocchio in quanto a funzioni.

6) Se si voleva risparmiare e per me non c’è risparmio per la diminuzione della democrazia si poteva ridurre a metà senatori e deputati ed il risparmio sarebbe stato maggiore senza togliere la possibiliità di votare direttamente i Senatori.

7) La riforma non prevede il vincolo di mandato per cui continueremo a vedere deputati alla Camera ELETTI in un partito PASSARE all’opposizione e viceversa. Avremo ancora i Verdini eletti con Berlusconi che tradiscono e votano con Renzi e molti altri.

8) Le Regioni e i Comuni verranno espropriati di molte loro competenze che verranno decise lontano dai territori. Parliamo di Sanità che verrà decisa a Roma così come i trasporti….

9) Gli articoli nuovi della Costituzione sono scritti in Ostrogoto basti leggere l’Articolo 70 della Costituzione così chè vi saranno tantissimi contenziosi tra Senato, Camera e Corte Costituzionale.

10) L’art.71 innalza da 50.000 a 150.000 le firme utili alla presentazione di una legge d’iniziativa popolare, quindi ancora una volta limitando diritti dei cittadini;

11) L’art.75 porta da 500.000 ad 800.000 le firma utili per chiedere un referendum abrogativo quindi ancora difficoltà per il cittadino che vuole contare;

12) Al Governo con la Riforma vengono dati tantissimi poteri tanto da pensare ad una possibile futura deriva autoritaria. Basti pensare che chi vince le elezioni anche con il solo 25% dei voti ottiene il controllo della Camera dei Deputati con il 55% dei seggi, il Senato con eletti nominati dai partiti. Il Governo può quindi nominare a sua discrezione il Presidente della Repubblica, i membri del CSM, i membri della Corte Costituzionale, le Autority di garanzia come quelle del Gas e dell’energia e dell’anticorruzione…..mai visto una cosa del genere in un paese occidentale.

Non si parlerà più di federalismo, di costi standard, di giustizia sociale tra territori.

Ma sono veramente tante le motivazioni per cui bisogna votare NO basti pensare che TUTTI gli schieramenti politici sono contro e l’unico a favore è il PD e nemmeno tutto il suo partito.
Io credo che questa riforma non sia rispettosa di chi ha fatto la guerra contro una dittatura o di chi ha dato la vita per la nostra Costituzione……tante motivazioni etiche, di rispetto della democrazia e anche di legge per VOTARE NO UN GRANDE NO! #IOVOTONO

 

 

Appuntamento alle urne il 4 Dicembre!

Camilla
Camilla
Camilla Botteselle
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