23 ottobre, 2017

NON CI CREDO, MA …

superstizioni

Siete superstiziosi?  Posso scommettere che molti di voi negheranno in modo assoluto.

Poi però … meglio non essere tredici a tavola, quel gatto nero che mi ha attraversato la strada, non rovesciare il sale, venerdì diciassette … non è vero, non ci credo, ma per scaramanzia meglio rispettare le superstizioni!

Molte superstizioni trovano le loro radici nella storia e nell’antichità. Hanno motivazioni ben radicate in relazione ad usi e costumi dell’epoca, diventando con il passare del tempo vere e proprie attenzioni legate al bon ton o al buon ricevere, è bene quindi non dimenticare che non tenerne conto potrebbe offendere la sensibilità delle persone che siano legate a rituali scaramantici.

Andiamo insieme alla scoperta delle più usuali e conosciute superstizioni.

Essere in 13 allo stesso tavolo – il riferimento è all’Ultima Cena in cui sedevano al desco in 13 commensali: 12 apostoli e Gesù. Come è noto Giuda tradì Gesù. Da allora essere in tredici a tavola è considerato di cattivo auspicio ed è quindi meglio evitare nel modo più assoluto questa situazione. Gli inglesi utilizzano l’escamotage di apparecchiare un posto in più e pongono un gattino di ceramica sul piatto, gli americani invece appoggiano una busta. In Italia cerchiamo di evitarlo, ma all’evenienza il consiglio è proprio quello di preparare un posto che resterà poi vuoto, ma servirà a non mettere a disagio eventuali commensali superstiziosi.

I numeri 13 e 17 sono spesso evitati nella numerazione delle camere di alberghi, nelle poltrone di aerei, nella numerazione di piani dei grattacieli, adottando al loro posto 12 bis e 16 bis.

Ma perché? perché le streghe si muovevano sempre in gruppi di 12 ed il 13 indicava un intruso, presumibilmente il diavolo. Il numero 17 in numeri latini si scrive XVII, da cui l’anagramma VIXI, ho vissuto, vissi, quindi passato ovvero sono morto.

Venerdì poi è il giorno in cui Eva ha mangiato la mela ed è rimasto quindi il giorno in cui non si dovrebbero intraprendere nuove avventure.

 

Il sale non deve essere rovesciato e bisogna sempre appoggiarlo sul tavolo quando viene passato ad un altro commensale.

Presso gli antichi romani il sale era una merce preziosa e veniva utilizzato per retribuire i soldati, da qui deriva la parola salario. In passato veniva posto in una elegante ciotola ed utilizzato come centro tavola perché era considerato un vincolo sacro di amicizia verso gli invitati.

La leggenda narra che un servitore, al desco di un nobil signore, accidentalmente rovesciò una coppa piena di sale ed egli accecato dall’ira, sguainò la spada ed uccise il malcapitato.

Nel dipinto dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è rappresentato del sale rovesciato sulla tavola ad indicare la malasorte vicina. Al fine di scongiurare la iettatura è uso gettare dei pizzichi di sale dietro la spalla sinistra (così va in faccia al diavolo …)

Scaramanzia vuole anche che il sale non si passi di mano in mano, ma si appoggi sulla tavola proprio per evitare che venga rovesciato ed sia veicolo di sfortuna.

 

Non si versa il vino con il dorso della mano rivolto verso il basso – Un tempo si usavano anelli che contenevano alcune gocce di veleno e che potevano essere aperti al bisogno, ad esempio versando una bevanda. Colui che ne veniva servito, moriva così all’istante. Da qui la ragione per cui il galateo invita a non versare mai le bevande con il dorso della mano verso il basso e tanto meno con la mano sinistra.

 

Il gatto nero – nel Medioevo veniva considerato un demone portatore di sventure e di cui si accompagnavano le streghe. Inoltre, con le strade poco illuminate, se attraversavano improvvisamente la strada di notte, spaventavano i cavalli facendoli imbizzarrire. Questo il motivo per cui se un gatto nero ci taglia la strada si suole attendere che altri passino prima di noi per non incorrere nella traiettoria malefica del povero animale.

 

Lo specchio rotto porta sette anni di guai – nell’antichità molare uno specchio richiedeva molto tempo e denaro, inoltre l’immagine riflessa in uno specchio rotto pare sia negativa ed evochi il diavolo. Il gesto scaramantico consiste nel buttare i pezzi dello specchio lungo la corrente contraria di un fiume. Si ritiene inoltre che uno specchio posto all’ingresso di casa allontani il diavolo.

 

Regali – non si donano mai coltelli, forbici o spille in quanto essendo oggetti pungenti si dice portino dolore. Le forbici spezzano i legami e i fazzoletti portano lacrime, ma pare sia sufficiente abbinare al regalo una moneta per spezzare la malasorte. La moneta viene anche inserita nel portafoglio che viene donato, affinché sia ben augurante e attiri denaro nelle tasche del destinatario.

 

Aprire un ombrello al chiuso – si narra porti povertà, evocando l’impossibilità di aggiustare il tetto di casa.

 

Passare sotto ad una scala – porta sfortuna perché se appoggiata al muro è precaria, potrebbe cadere oppure chiudersi e portare disavventure

 

Il cappello sul letto – guai a porre il cappello sul letto! La sfortuna era portata dal fatto che un tempo, a causa della scarsa igiene personale, i copricapi erano veri nidi di parassiti.

 

Buona pesca e buona caccia -  la scaramanzia vuole che quando si augura una cosa succeda esattamente l’opposto. Rispettiamo umori e credenze di cacciatori e pescatori e asteniamoci da auguri di alcun tipo.

 

Infine si dice che pestare degli escrementi a terra porti bene … sarà, ma sfido chi sia contento quando accade.

 

Il galateo come consiglia di comportarsi nei confronti di superstiziosi e gesti scaramantici?

Come abbiamo visto queste credenze sono sempre nate con lo scopo di scongiurare un problema, sono quindi razionalmente da evitare. E’ in ogni caso corretto rispettare le persone che vi siano legate. Per nessuno è lecito interferire con scelte personali, modi di vivere e tradizioni.

Colui che è superstizioso d’altro canto eviti esibizioni di rituali e scene disperate dinanzi a terzi, perché non si ha mai diritto di imporre forzatamente le proprie credenze.

 

Edoardo De Filippo asseriva:

“Credere nelle superstizioni è segno di ignoranza, ma non crederci, porta male”.

Anna Ubaldeschi
Anna Ubaldeschi
Anna Ubaldeschi | Etiquette Coach
Sagittario, amante del mare, del sole e delle temperature elevate.
Adoro favole, leggende e tradizioni.
Sincera all’inverosimile, vivo in mezzo ad un bosco essendo amante della natura pur essendo nata e cresciuta in una grande metropoli come Milano.
Dopo aver insegnato per tanti anni, mi dedico a rendere reali i sogni altrui, progettando e coordinando giorni indimenticabili come nozze, battesimi ed ogni evento che si desideri festeggiare.
Vera passione per l’arte del galateo ed il bon ton, fissazione per l’apparecchiatura della tavola e delle buone maniere.
Attualmente mi occupo di corsi di formazione e workshop tematici sul galateo, collaboro come contributor su tematiche legate al galateo del matrimoni e al bon ton in generale su alcuni portali e blog oltre a curare il mio blog “ Tacco 12 … ballerine”.
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