22 novembre, 2017

Nelle tasche di un gentleman

smoking

Parliamo di tasche. Tasche della giacca, tasche dei pantaloni … cosa mettete nelle vostre tasche signori uomini?

Eh sì, il gentiluomo lo fa il comportamento, il modo di parlare, l’abito che si indossa, ma anche il contenuto delle sue tasche.

E’ bene infatti ricordare che le tasche vanno utilizzate secondo regole precise, questione di eleganza e di rispetto per le linee dell’abbigliamento indossato, anche quando è informale ed easy.

Ben sappiamo che le tasche sono spazi limitati, pensati per contenere l’indispensabile e non certamente tremila cianfrusaglie.

Evitate ed esempio di attaccare il mazzo di chiavi ai passanti dei pantaloni con svariate ed impensabili soluzioni, per quanto tutte orrende, con effetto San Pietro. La regola vale per le tasche della giacca che dei pantaloni, fuorché si tratti dell’unica chiave dell’auto.

Meglio conservarle all’interno di un astuccio e chiedere magari alla signora in vostra compagnia di custodirvele.

La penna andrà riposta nella tasca interna della giacca, pronta ad essere utilizzata ogni volta che si voglia scrivere un numero telefonico aggiuntivo al proprio biglietto da visita. La stilografica sarebbe il top, ma almeno procuratevi una penna a sfera non propriamente da supermercato.

E gli occhiali? Ricordate che quelli da sole vanno indossati solo in presenza del sole ed unicamente all’aperto. In luoghi chiusi andranno immediatamente tolti e riposti nella tasca interna della giacca, dal lato opposto di dove si trova la penna per evitare danni alle lenti. Idem dicasi per quelli da vista se vengono utilizzati sporadicamente, ad esempio solo per la lettura.

Veniamo al kit portafogli, che non contiene solo i denari, ma i documenti, le carte di credito e tremila altre cose. Bene, il contenuto del portafogli andrebbe ridotto all’osso, in modo che, conservato in una tasca interna della giacca, non vada a deformare la linea della stessa.

Vi prego, mai nella tasca posteriore dei pantaloni!

Il risultato solitamente è una inestetica bozza sul lato B ed un lato della giacca che “salta su”.

Purtroppo anche il cellulare dovrà trovare un posticino in una tasca … sceglietelo sottile e non troppo grande, ma non azzardatevi ad attaccarlo alla cintura con tanto di fodero tipo calibro 9.

Lo so i fazzoletti in stoffa non si utilizzano più e sono certamente più igienici quelli monouso in carta, ma … Ma un vero gentiluomo ne porta sempre uno in leggerissimo cotone bianco perfettamente pulito in tasca, pronto per essere offerto ad una signora in caso di bisogno.

Un gesto tipicamente maschile? Tenere le mani in tasca. Non fatelo mai.

Innanzitutto il galateo imporrebbe di non tenere le mani in tasca perché è segno che si vuole nascondere qualcosa. Secondo il linguaggio del corpo tenere entrambe le mani in tasca indica una persona poco limpida, che non vuole svelarsi.

E’ una postura fortemente informale che andrebbe evitata nelle situazioni ufficiali. Ci sono persino Paesi dove tenere le mani in tasca è grave: in Cina è una posizione offensiva mentre in Turchia si può venir licenziati.

Tenere entrambe le mani in tasca è un segnale di noia e quindi non è un caso se le star ne abusano quando devono posare immobili per i fotografi. Fate attenzione: se questo può sembrare un gesto di sicurezza da parte di un divo del calibro di David Beckham non è poi proprio vero: chi le tiene sempre in tasca è in realtà in cerca di sicurezza, ma anche vuole svelare poco di sé a chi lo osserva. Chi tiene il pollice fuori dalla tasca e soprattutto nelle tasche davanti dei pantaloni può indicare inconsciamente un desiderio di primeggiare, un tentativo di approccio verso l’altra persona, di mettersi in mostra.

Pensate che un tempo, per non cadere in tentazione, gli uomini eleganti non facevano aprire le tasche degli abiti nuovi (che sono solitamente cucite) o se le facevano chiudere appositamente.

Le vostre tasche ed il vostro corpo parlano di voi.

Anna Ubaldeschi
Anna Ubaldeschi
Anna Ubaldeschi | Etiquette Coach
Sagittario, amante del mare, del sole e delle temperature elevate.
Adoro favole, leggende e tradizioni.
Sincera all’inverosimile, vivo in mezzo ad un bosco essendo amante della natura pur essendo nata e cresciuta in una grande metropoli come Milano.
Dopo aver insegnato per tanti anni, mi dedico a rendere reali i sogni altrui, progettando e coordinando giorni indimenticabili come nozze, battesimi ed ogni evento che si desideri festeggiare.
Vera passione per l’arte del galateo ed il bon ton, fissazione per l’apparecchiatura della tavola e delle buone maniere.
Attualmente mi occupo di corsi di formazione e workshop tematici sul galateo, collaboro come contributor su tematiche legate al galateo del matrimoni e al bon ton in generale su alcuni portali e blog oltre a curare il mio blog “ Tacco 12 … ballerine”.
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