19 agosto, 2019

Le Frazioni

ColleSanCarlo

DAGNENTE
Dagnente è una frazione del Comune di Arona, a circa due km dalla statua di San Carlo. Fu comune autonomo fino al 1928.
Nel cimitero si erge il monumento a Felice Cavallotti (1842-1898), avvocato milanese, poeta e giornalista che volle essere sepolto presso la casa di Dagnente da lui considerata la sua vera patria. Il monumento in suo onore è opera di Troubetzkoj e Conconi.
Accanto al cimitero vi è la chiesa dedicata a S. Giovanni Battista di cui si ha notizia dal 1159.
Le prime notizie certe della chiesa risalgono ai tempi di San Carlo. In una visita pastorale del 1567, viene riscontrata in uno stato miserando, mentre tra tra il 1715 ed il 1719 fu ampliata l’antica cappella grazie a dei lasciti ed al lavoro gratuito dei fedeli.
Nel 1839 furono realizzate intorno alla chiesa quattordici cappelle della Via Crucis delle quali ora ne rimangono solo 4, poichè le restanti furono distrutte da un fortunale il 26 giugno 1960.
Presenta un bel sagrato e all’interno è collocata la statua del patrono proveniente dal Monastero della Visitazione. Ai lati dell’altare maggiore vi sono affreschi raffiguranti scene della vita di S. Giovanni Battista. Il panorama che si ammira dalla parte posteriore della chiesa è di incantevole bellezza
Accanto all’edificio di culto sorge il campanile, staccato dal corpo della chiesa.
La località è anche famosa perchè ospita le ceneri del popolare presentatore televisivo Mike Bongiorno, la moglie del quale è originaria della frazione.
Nel luglio del 2008 il comune di Arona ha patrocinato un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’associazione Pro Dagnente “Felice Cavallotti” e l’azienda Red Tronics di Castelletto Ticino, per la rivalorizzazione del monumento. Il monumento è stato illuminato con un impianto a led di ultima generazione, donando così al monumento ed alla memoria del “Bardo” nuova vita.

 

MERCURAGO
Situata a 225 metri sul livello del mare, Mercurago è la frazione di Arona il cui toponimo pare derivare dall’antroponimo Mercurius, un mercante romano. Prime notizie sul paese risalgono al X o, più probabilmente, all’XI secolo, mentre il castello viene menzionato nel 1223. Fino al 1928, anno in cui divenne frazione di Arona, fu un comune autonomo.

Degna di nota la Chiesa di San Giorgio, menzionata per la prima volta nel 1351, che sorge su un luogo sacro già ai tempi dell’Antica Roma, fatto testimoniato da due iscrizioni in latino, dedicate a Matrone e a Mercurio, rispettivamente del II e I secolo d.C., e dai resti di un’ara, ora inglobati in un pilastro della chiesa. Il campanile è di origine medioevale, fino alla cella campanaria, costruita invece nel XVIII secolo.

Nel territorio del paese verso la metà dell’Ottocento ci furono numerose scoperte archeologiche. Nel 1860 vennero ritrovate una palafitta, prima in Italia, e una piroga, conservatesi nella torbiera, risalenti all’età del bronzo. Sull’altura detta Motto Lagone è stata scoperta una necropoli appartenente alla cultura di Golasecca.
Nella località Colle del castello sono inoltre stati ritrovati vasi gallici ed una tomba di un guerriero longobardo.
Tuttavia la complessa articolazione dell’edificio sacro fa presupporre diverse fasi costruttive che si sono svolte durante almeno un secolo e mezzo.

MONTRIGIASCO
Montrigiasco sorge a 424 metri sul livello del mare. Fino al 1928 fu un comune autonomo, quando fu integrato al comune di Paruzzaro fino al 1960, anno in cui divenne frazione di Arona, in provincia di Novara. Nel paese si trovano la Chiesa di San Giusto di epoca romanica, ripetutamente rimaneggiata, con un portico risalente al 1770 e l’oratorio di San Rocco, affrescato con dipinti del Cinquecento.

Il 16 marzo 1945 fu teatro della cosiddetta Strage di Montrigiasco[2]

In passato si chiamava Monte Olegiasco o Monte Oleggiasco. Oleggiasco è un toponimo di origine longobarda, mentre la parola Monte si riferisce al fatto che è situato sopra un monte sovrastante Oleggio Castello, del cui territorio faceva parte durante la dominazione dei Visconti.

 

SAN CARLO


l colle su cui sorge la frazione, meta costante di pellegrinaggi e turismo, è dedicato a San Carlo Borromeo. Sulla sommità spicca il San Carlone colosso in bronzo e fogli di rame, eretto sul colle nel 1698.
Il piedistallo di granito è alto 11,50 metri, mentre la statua misura 23,50 metri in altezza, quindi nel complesso il monumento misura 35,00 metri (equivalente all’altezza di un palazzo di 10 piani). Le misure sono state rilevate con esattezza durante il restauro concluso nel 1975 e diretto dall’ing. Carlo Ferrari Da Passano, direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo. Per avere un raffronto delle dimensioni della statua, si consideri che il corpo della Statua della Libertà (dai piedi alla punta estrema della fiaccola) misura 46,5 metri. La lunghezza dell’indice della mano è pari a 1,95 metri, la lunghezza della mano è di 1,45 metri e la lunghezza del pollice è di 1,40 metri.

La statua è aperta al pubblico, che può salire tramite una scala dapprima a chiocciola e poi a pioli, arrivando all’interno della testa di San Carlo.

Il colle di San Carlo è un punto panoramico suggestivo.

Aronanet
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Redazione Arona.net
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