20 febbraio, 2019

Antonio Avallone

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Antonio Avallone nasce a Napoli. Già dai primi anni mostra una straordinaria passione e propensione per le arti figurative, tant è che i suoi giochi d’infanzia prediletti sono subito i colori e tutto ciò che è inerente al disegno. Dopo un avvio degli studi come ragioniere decide di seguire la propria natura e si iscrive all’Accademia di Belle Arti – Liceo Artistico, che in quel periodo si avvale della collaborazione di un maestro come Cascella. Qui perfeziona la propria tecnica, scoprendo di essere portato per un disegno e per un tipo di tratto istintivo (quello stesso che verrà apprezzato da Cascella), veloce, poco aderente alle regole canoniche. Stabilisce un profondo rapporto maestro-allievo con Antonio Cannata che lo inserisce nel circuito artistico cittadino.

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 In occasione della sua prima personale del 1956 Avallone riceve questa lode dal Maestro: “In lui è predominante la sincerità artistica. Egli, ottimo paesista, sente la bellezza della natura alla quale sa dare sobria giustezza di colorazione circoscritta nei confini del vero”. Conseguita la laurea in Architettura, si stabilisce a Milano. Il contrasto con la solarità di Napoli fa sentire il proprio peso, e il senso del colore acquista una nuova, inizialmente drammatica, dimensione. Inizia un periodo pittorico dominato dal bianco e dal nero, da una ricchissima gamma di grigi che ben traducono le atmosfere brumose della città lombarda. Che differenza rispetto alle allegre esplosioni di blu e gialli caroselli napoletani! Ma l’artista crea sull’onda emotiva dello stato d’animo che filtra e reinterpreta soggetti, tecniche e colori. E’ l’incontro con la tecnica dell’acquarello a far gradualmente riemergere la complessa varietà cromatica del mondo.

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Si può dire che a Milano si compia un importante stadio della maturazione del pittore, complice certamente la vivacità del dibattito artistico degli anni sessanta. Ad un’altra città, Parigi, è legata una ulteriore, fondamentale crescita. Qui, soggiogato dal fascino dell’ambiente bohèmien di Montmartre, dove si stabilisce per un breve periodo, avviene la completa immersione nella dimensione impressionista della pittura.

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” Montmartre” – Olio su tela, 50 X 70 cm

Ciò significa spontaneità, libertà di esprimere in maniera assolutamente personale ed istintiva il fascino della luce attimale che trascorre sulle cose, di colorare le ombre, di rendere l’idea tramite una macchia di colore e una forma appena abbozzata. Con queste premesse il Maestro Avallone riesce ad imporre a Parigi, con immediato successo, il proprio modo di vedere la ville lumière, tramite un’immagine mai inflazionata o banale. E se Milano trova nell’acquarello il principale strumento di trasmissione della propria immagine, Parigi lo scopre nella guache e soprattutto nell’acrilico. Quest’ultima tecnica è congeniale all’artista: i rapidissimi tempi di asciugatura non offrono occasione di ripensamento e rispettano pertanto l’immediatezza espressiva di un pittore di tocco quale effettivamente è Antonio Avallone.

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” Vecchio Mulino ” – Olio su tela, 50 X 70 cm

L’acrilico, con i suoi toni accesi e squillanti, dona una rara freschezza e luminosità ai quadri e rispecchia un modo di dipingere ispirato alla gioia, alla vitalità, alla limpidezza. Il Maestro Avallone ha esposto durante la sua lunga carriera in mostre collettive assieme a nomi del calibro di fiume, Fontana, D’Accardi, Cortiello, Rossi, Codra, Salemi, Tevernari, Treccani, ottenendo ovunque notevoli consensi. Ha inoltre al proprio attivo numerose mostre personali sempre calorosamente accolte da pubblico e critica. Katrin Cossetta 

Antonio Avallone muore ad Arona nel 2006.

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Redazione Arona.net
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