25 aprile, 2017

Andrea Saini, Presidente di Laica spa

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Just 4 Questions ad Andrea Saini, Presidente e di Amministratore delegato di Laica spa, azienda aronese specializzata nella produzione di praline e altri prodotti di cioccolato per il consumo nazionale ed internazionale. Attraverso il rinnovamento pluriennale di metodi, macchine e prodotti ha dato una forte evoluzione all’azienda.
Il suo motto è lo stesso del padre, una frase di D’Annunzio: “Ama il tuo sogno se pur ti tormenta”.

 

CB_Laica è una delle pochissime aziende nate ad Arona, che continua a produrre in città e che, negli ultimi anni, ha ingrandito i propri stabilimenti assumendo altro personale.
Qual è il segreto?

AS_Qualche tempo fa un amico, mi raccontava che per avere successo un imprenditore deve avere tre qualità: deve essere intelligente, deve essere coraggioso/determinato, deve avere fortuna. Qualcuno, ha battezzato queste tre qualità come le cosiddette tre C del successo dove la prima è Cervello, la seconda è, … anzi meglio non dirlo, o diciamo Coraggio e la terza è il fattore C. Stranamente in qualche altra occasione, qualcuno spiegando le ragioni dell’INsuccesso di una azienda diceva che questo è dovuto spesso a tre fattori e cioè Crisi, Concorrenza e Cinesi: le tre C dell’INsuccesso. In pratica ce n’è per tutti i gusti: le 3C del successo e le 3C dell’insuccesso.
Qualcosa però non torna perché quello che salta all’occhio è che quando le cose vanno bene sembra che il merito sia dell’imprenditore, mentre quando le cose vanno male è a causa degli altri (la concorrenza, i cinesi, la crisi). Una visione un po’ limitata, secondo me.
Alla fine la verità è che il successo non ha segreti ma è solo il risultato di un lavoro durissimo fatto da persone che tutte insieme credono in quello che fanno e che ogni giorni vanno a lavorare con l’obiettivo di migliorare e di crescere.

 

CB_Dal 1946 ad oggi com’è cambiato il modo di produrre cioccolato?

AS_In realtà il processo non è cambiato, fortunatamente. Al limite è cambiato il controllo del processo ma non il processo di per sè che prevede, tra l’altro, un concaggio di diverse ore per ottenere un cioccolato fine e cremoso.

 

CB_I “Choco Days”, a fine 2016, sono stati un successo: li ripeterete anche quest’anno?

AS_Il riscontro dei Choco Days è stato talmente entusiasmante che stiamo studiando di continuare questa esperienza anche per il 2017. Per adesso è solo una idea e non vogliamo svelare nulla.

 

CB_Ci sveli un segreto: qual è il suo “cioccolatino” preferito?

AS_E’ come chiedere ad un papà qual è il suo figlio preferito… Impossibile! Sono buoni tutti!
Diciamo che se ho voglia di un gusto deciso, senza dubbio scelgo una pralina fondente 70%, se invece cerco un gusto morbido e avvolgente potrei essere indeciso tra un giandujotto alla nocciola e un cremino. Poi se devo offrire un cioccolatino ce n’è per tutti i gusti e gradi di simpatia, compreso anche quello al peperoncino.

 

 

In foto con i fratelli Lucia e Fabio

Camilla
Camilla
Camilla Botteselle
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