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LA STORIA DEL TREDICINO

 

Dall'antico borgo ad Arona oggi

La festa del Tredicino risale a tempi lontani.
La si collega alle origini dell'antico borgo su cui si Visita il Borgoè poi sviluppata la nostra città e cioè l'Abbazia Benedettina dei SS. Martiri o San Graziano.
Questa chiesa fu eretta per onorare le spoglie di due martiri cristiani, Graziano e Felino che, quali valenti ufficiali dell'imperatore romano Decio, subirono il martirio a Perugia nell'anno 249 d.c.
I loro corpi, gettati nel Tevere, furono recuperati e degnamente sepolti dal Vescovo Vincenzo. Là riposarono per secoli, fino all'Alto Medioevo, al tempo dell'imperatore Ottone II (973-983), quando un suo capitano il Conte Amizzone per farsi perdonare un misfatto compiuto, chiese al Vescovo di Perugia le spoglie dei due Martiri per fondare un'abbazia nel suo contado.
Alcuni “segni prodigiosi” lo condussero, con le sue reliquie, dove ora sorge la chiesa di San Graziano. Fondò il Monastero e ne divenne egli stesso il Primo Abate.
Ma la Festa del Tredicino, tradizione esclusiva di Arona, è direttamente legata ad altri due Martiri, le cui spoglie si trovano con i primi due, nella soprannominata chiesa, poi detta dei SS.Martiri: Carpoforo e Fedele. Anche il loro martirio risale al III secolo d.c., durante il periodo del progressivo dissolvimento dell'Impero Romano e delle feroci persecuzioni contro i Cristiani. Fedele e Carpoforo furono due nobili e valenti legionari della guardia dell'imperatore che, convertiti al Cristianesimo, si rifiutarono di fare sacrifici alle divinità pagane e per questo furono martirizzati nel territorio di Como nell'anno 285 d.c. In quel luogo venne eretta una chiesa per dare loro degna sepoltura.
Nel 954 il Vescovo di Como, Sant'Ubaldone fece trasferire le spoglie nella chiesa poi detta di San Fedele.
Come arrivarono ad Arona le reliquie dei due Martiri non è dato sapere con esattezza ma, da una carta Capitolare redatta dall'Abate Bossi nel 1259, si desume che le spoglie di tutti e quattro i SS. Martiri giacessero già nel Monastero di Arona. In seguito, nel 1489, furono rinvenute durante i lavori di ripristino della Chiesa di San Graziano e riposte nell'altare della cappella maggiore. Nel periodo in cui fu Arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo, nel monastero i Benedettini furono sostituiti dai Gesuiti, che, nell'anno 1575, esposero per la prima volta le Sacre Spoglie al popolo aronese entusiasta.
Il luogo in cui le reliquie erano custodite venne considerato poco adeguato dall'emissario dell'Arcivescovo che le visitò e consigliò a San Carlo di traslare i corpi di Fedele e Carpoforo nella nuova chiesa milanese dedicata appunto a San Fedele.
San Carlo per prudenza propose di fare il trasporto in silenzio. Il 9 febbraio 1576 le spoglie furono estratte dal loculo e portate a Milano.
Tuttavia la notizia si diffuse e gli Aronesi insorsero e mandarono una delegazione da San Carlo per chiederne la restituzione. L'Arcivescovo non potè sottrarre le sacre spoglie ai Gesuiti ma constatando la fervente devozione del popolo aronese, di cui era concittadino, scelse un compromesso. Incaricò di espiantare un osso dell'avambraccio sinistro di ciascun martire e li fece chiudere in un cofanetto di velluto rosso. Affidò al rettore del collegio di Brera ed altri confratelli il cofanetto per portarlo ad Arona.
La delegazione, risalendo il Ticino, giunse a Sesto Calende il 13 Marzo 1576, dove gli Aronesi la accolsero solennemente su un battello addobbato per l'occasione ed attorniato da numerose imbarcazioni.
Gli Aronesi presero in consegna le sacre reliquie e le riportarono ad Arona fra il giubilo della popolazione.
Da allora l'Ammistrazione Comunale istituì la celebrazione di questa ricorrenza, ogni anno il 13 marzo, ricordando alla popolazione che, per l'intercessione di questi Santi Martiri, la città di Arona fu risparmiata dalla peste che in quell'epoca infuriava nelle zone circostanti.
Nei secoli successivi non si hanno notizie certe riguardanti questa Festa e i Santi Martiri, se non un tentativo di furto delle reliquie nel 1889. Si presume comunque che la tradizione sia continuata.
Nel 1967, una settimana prima del Tredicino, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti, le reliquie furono addirittura rubate e non se ne seppe più niente.
Ancora una volta, dalla Chiesa di San Fedele, vennero prelevate altre parti delle spoglie, portate dal Vescovo Ausiliario di Milano in battello ad Arona, ricevute dal parroco e dalla folla festante la sera del 9 marzo 1968, in tempo per la Festa del Tredicino.
Durante la settimana del Tredicino le reliquie vengono esposte nella Chiesa dei SS. Martiri e i fedeli passanno sotto il baldacchino che le sorregge per riceverne la benedizione, sempre determinati a tenere viva questa antichissima tradizione, unica nel suo genere, nella nostra zona.
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