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STEFANO ZONCA

 

In occasione della terza edizione del Velaleo, regata benefica targata Leo che si terrà sabato 29 marzo, incontriamo uno degli organizzatori della manifestazione, Stefano Zonca.

 

D) Cominciamo dal principio, che cos'è il "Velaleo" ?
R) Il Velaleo è una regata di beneficenza nata nel 2006 per volere del Leo Club Lago Maggiore e che si svolge nelle acque antistanti l'hotel Villa Carlotta di Belgirate.
L'idea ci è venuta quando, sotto la presidenza di Francesco Nones, abbiamo sentito l'esigenza di creare un service da inserire in quella parte dell'anno in cui non fossero ancora pressanti le operazioni e le scadenze per il Brasileo (nostra storica festa) e che comunque permettesse al nostro club di "interagire" con il lago. Detto fatto.
La particolarità di questa regata è la possibilità, per chi non sa andare in barca o per chi non abbia mai gareggiato, di partecipare alla manifestazione a bordo di imbarcazioni di "Centrovela.com", scuola vela di Cerro di Laveno, timonate da istruttori federali.
Ovviamente debbo ringraziare la scuola di vela "Centrovela.com" che provvede inoltre all'organizzazione tecnica della regata.
Un'altra particolarità dell'evento sta nella sua formula a pacchetti, che permette in quello "all inclusive" di partecipare alla regata, alla cena, e alla serata in discoteca.

D) Questa è la terza edizione, come sono andate le precedenti
R) E' importante dire che il Velaleo è partito nel 2006 come service sperimentale: la sua particolarità a livello organizzativo è la possibilità di autofinanziarsi poichè è costruito praticamente a costo zero, e ciò significa che tutto ciò che entra con le iscrizioni viene rigirato senza spese al destinatario del service stesso. 
Fatta questa premessa, il primo anno si sono presentate 14 imbarcazioni ed abbiamo guadagnato circa 600 euro che abbiamo devoluto all'associazione "Il Guado" di Arona, l'anno scorso abbiamo avuto 10 barche (complice il contemporaneo svolgimento di un'altra regata), ma abbiamo guadagnato 800 euro (grazie alla forte partecipazione alla cena - il pacchetto "senza vento") che abbiamo devoluto all'AGBD.

D) A chi sarà destinato il ricavato di quest anno?
R) Quest anno abbiamo deciso di lanciare un progetto sul sito "rav" rete associazioni di volontariato: il ricavato della regata andrà all'associazione che presenterà il progetto più meritevole.
www.e-rav.it

D) Come si svolgerà la competizione?
R)La competizione è una normale prova a bastone da percorrere 2 volte.

D) Facciamo un passo indietro, mi racconti qualcosa sui Leo, ramo giovane dei Lions?
R) I Leo videro la luce nel lontano 1957, in Pennsylvania USA, su un' intuizione del Lion Jim Graver.
Graver allora allenava la squadra di baseball dell'Abington High School (Pennsylvania, USA) ed era anche un socio attivo del Lions Club di Glenside (Pennsylvania).
Con un amico, William Ernst, Graver ragionava sulla possibilità di creare un club di servizio con i suoi ragazzi di liceo.
Così chiesero aiuto ai loro amici Lions. I Glenside Lions si trovarono subito d'accordo sul fatto che un gruppo giovanile Lions fosse una buona idea. Graver ed Ernst si misero al lavoro.
Al primo incontro partecipò l' intera squadra di baseball di Jim. Nove studenti del secondo anno, matricole e anziani si unirono al gruppo dei 26 giocatori di baseball.
Insieme, i 35 adolescenti formarono un club. Il 5 dicembre 1957, i Glenside Lions presentarono uno statuto per l'Abington High School Leo Club. Come primo Leo Club del mondo, il gruppo creò l'acronimo Leo: leadership, eguaglianza, opportunità. Più tardi eguaglianza diventò esperienza; inoltre, il gruppo scelse l'oro e il marrone - i colori della  scuola - come colori del Leo Club.
Se fino al 1963 i Leo di Abington rimasero un'entità singola, già nel 1964, c'erano già 27 Leo Club in Pennsylvania e uno a New York.  La svolta si ebbe nel 1967 quando, visto il diffondersi dei Club, il Consiglio d'Amministrazione di Lions Clubs International adottò il Programma Leo Club come programma ufficiale dell'associazione; aperto a uomini e donne, l'obiettivo del Programma Leo Club era (ed è ancora):
"...fornire ai giovani nel mondo un'opportunità di sviluppo e contributo, a livello individuale e collettivo, come membri responsabili della comunità locale, nazionale e internazionale."
Il programma Leo Club non impiegò molto ad oltrepassare l'Atlantico e così anche in Italia nacquero due gruppi, il primo a Catania nel 1966 e fu chiamato "Giovani Lions Catania"  Socio fondatore di quel gruppo fu il PDG Lucio Vacirca ed il secondo a Palermo nel 1968. Questi Gruppi giovanili non furono, però, i primi LEO Clubs italiani, in quanto, in un primo tempo, non vollero trasformarsi in Leo Club.
Così il primo Leo Club fu quello di Arenzano.
www.portaleo.it

 

Diletta Pirino
marzo 2008

 

 
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