Antonio Caprarica
Nato a Lecce nel 1951, ha esordito come redattore di Mondo Nuovo, divenendo commentatore di politica interna su l’Unità. Giunto in Rai nell’88 è stato inviato e corrispondente del tg1 in Medio Oriente; nel 1997 si è trasferito a Londra per dirigere l’Ufficio di Corrispondenza Rai, nel 2006 a Parigi e attualmente è direttore del Giornale Radio.
Nel 2006 ha pubblicato Dio ci salvi dagli inglesi.. o no?!
Nel 2007 Com’è dolce Parigi .. o no?!
(photo by E. Sandon)
Antonio Caprarica ci presenta il suo nuovo lavoro “Com’è dolce Parigi.. o no?!” attraverso dei parallelismi con la vita londinese, descritta nella sua precedente opera, finendo per far trasparire (molto chiaramente) quale delle due ha preferito..
“Cominciamo da qui: il pragmatismo inglese e il burocratismo francese. La cultura anglosassone risulta fondata sull’individuo, in Francia invece tutto ruota attorno al concetto di Società. Per portare un esempio concreto, nei 9 anni vissuti a Londra non ho mai dovuto mettere piede in un Ufficio Pubblico, in Francia, appena si varca il confine, bisogna dimostrare chi si è. Carte, documenti.. il delirio burocratico! Questo ci porta diritti alla seconda differenza fra le due culture: gli inglesi sono più aperti al mondo, disponibili. I francesi sono, al contrario, fortemente ancorati al razionalismo, abbastanza chiusi.
Certo non è tutto magnifico in England, è noto che gli inglesi abbiano la deplorevole tendenza ad alzare il gomito. Noi mangiamo e beviamo, loro bevono e basta. E’ opportuno non avere bisogno del Pronto Soccorso nei weekend perchè sono tutti impegnati a curare gli ubriachi.
Nel IXX secolo l’Inghilterra fu investita dalla moralità vittoriana, da qui è nata l’idea della freddezza inglese. Dopo il periodo della moralità si è tornati.. come dire.. a bere! Nelle notti londinesi si può trovare veramente di tutto, non a caso i nipoti della Regina vengono sempre beccati sbronzi. Ragionando per luoghi comuni, gli inglesi vedono noi italiani come pittoreschi, noi vediamo loro come eccentrici e irrequieti. Spesso è davvero così.
Per quanto riguarda invece Parigi, devo dire che per me, meridionale, quella città rappresentava la passione, la carnalità. Ora non è più così, Parigi è una città Souvenirs! Un po’ di cartapesta, non ha segni distintivi, non è all’avanguardia. I parigini ora hanno paura di misurarsi con il nuovo; ad esempio, ostinatamente, non parlano altre lingue!
Del resto, come diceva Cocteau, i francesi sono italiani di pessimo umore. Verissimo!
Come è falso, d’altra parte, che noi italiani siamo rispettosi mentre gli inglesi sono freddi. La parola più usata a Londra è “sorry”. Quando si entra ed esce da un negozio, indipendentemente dall’acquisto, si viene salutati. In Italia?
In un altro parallelismo Inghilterra-Francia, quest’ultima viene sconfitta:
cena a Parigi, alla quale ho partecipato, con dei nobili francesi. I due gruppi a tavola si ignoravano come se la Rivoluzione Francese fosse finita il giorno prima! Tutti si davano del “voi”.
Cena con nobili inglesi molto più cordiale e amichevole.
Degli inglesi mi piace anche l’autoironia: Camilla, la donna più odiata del paese. Sfidando tutti è andata in visita a New York dove il ricordo di Lady Diana è molto vivo. I giornali americani l’hanno massacrata, lei ha speso un patrimonio in vestiti per fare una bella impressione, senza riuscirci. Ad un ricevimento però, un tizio fece i complimenti a Camilla per l’abito e lei gli rispose “Grazie ma credo che si sia scordato gli occhiali a casa!”. Questo dimostra la grossa capacità di prendersi in giro inglese.
Altro elemento positivo: purchè ognuno rispetti la tradizione dell’altro, tutti sono i benvenuti in Inghilterra. Questo al contrario della Francia dove “fraternitè” è solamente una parola scritta sulla
carta, praticata da nessuno.
Anche per quanto riguarda la libertà di stampa, le differenze sono enormi:
in Francia si è ossequiosi verso il potere, peggio di noi! A Parigi ci sono solo 3 giornali più Le Monde che esce di pomeriggio ed è sempre uguale. Quando, su un giornale, venne pubblicata la foto di Madame Sarkozy con l’amante, due giorni dopo il direttore venne licenziato!
La liberta di informazione è maggiore in Inghilterra, dove il numero di giornali è elevatissimo. L’idea che in Francia e in Italia c’è di un intervistatore, è di un tizio che regge il microfono. In Inghilterra è un giornalista al quale si deve rispondere”.
Dichiaratamente anglofono, Antonio Caprarica ha raccontato con spiccata ironia le mode, i costumi, la politica e la società della “fredda” Londra e della “calda” Parigi.
Invertendo, ovviamente, i due aggettivi.
Diletta Pirino
novembre 2007
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