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incontro con Alessandro Meluzzi

 

Sabato 5 maggio si è svolta, presso l’Istituto Marcelline di Arona, la “Giornata del Volontario AVO”. Oltre ai volontari, tantissimi cittadini aronesi hanno presenziato alla manifestazione, grazie anche alla partecipazione del famoso psichiatra Alessandro Meluzzi, direttore della Scuola di Umanizzazione della Medicina e collaboratore di Rai2.


 

Il professor Meluzzi si è detto onorato di essere ad Arona, come onorato ogni volta che collaboro con l’AVO, perché i volontari non sono solo persone che ascoltano e accolgono i malati, ma sono dei veri e propri apostoli della solidarietà che rappresentano degli anticorpi naturali al vizio, predominante nella società di oggi, di chiusura verso l’altro”.
Soffermandosi poi sui temi di più stretta attualità: “la società di oggi è segnata dal rifiuto del diverso. L’episodio di Roma, l’uccisione nella metropolitana di una ragazza italiana ad opera di una straniera, simboleggia la dimensione critica dei rapporti interpersonali. I media hanno volutamente travisato i fatti e si è subito dato addosso al 'diverso' senza indagare minimamente cosa realmente fosse successo. Ho parlato proprio ieri con il prefetto di Roma, Achille Serra, che mi raccontava di come la ragazza italiana avesse insultato gratuitamente, per una banale spinta, la giovane rumena. Questo non è un tentativo di giustificazione e, tralasciando chi abbia cominciato, resta il fatto che lo straniero viene sempre visto come un alieno”.
E rivolgendosi ai volontari AVO: “forse non siete consapevoli fino in fondo di ciò che state facendo: voi potete rappresentare un contraltare alla società egoista che respinge l’altro. Siete un segno che, se gettato a terra, porterà frutto perché avete quella, ormai rara, capacità di non affezionarvi troppo a voi stessi e di rinunciare, così, ad una parte del vostro tempo.”
In merito, poi, al tema della giornata, ovvero “le ragioni dell’amore e le ragioni della solidarietà”, il famoso psichiatra ha sottolineato la contiguità dei due aspetti: “ l’amore è il risultato di un sentimento di completezza, noi non bastiamo a noi stessi altrimenti niente ci spingerebbe verso l’altro. L’innamoramento è quell’inquietante scoperta che l’altro possa rappresentare una risposta a tutte le mie domande. E’ uno stato di grazia che dura un po’, a volte attecchisce ed a volte secca. Ma quando l’amore nasce, nasce con l’aspettativa che sia per sempre: l’eternità abita il cuore di tutti gli uomini.
La solidarietà diventa amore quando riusciamo ad individuare l’altro come soggetto del nostro gesto e non come oggetto, diventa amore quando vi chiedete cosa il malato possa fare per voi. Il bello non è amare ma lasciarsi amare, dimenticare se stessi, lasciarsi afferrare. Il segreto sta tutto nel non mettere a tacere il bambino che c’è dentro di noi: quel bambino, fresco, che si stupisce per molte cose e che quando cade non si fa troppo male. Tutti sono in grado di amare chi è comodo, bisogna invece riuscire ad amare chi è scomodo, solo così sarà realmente un atto gratuito e libero. Quello che ci capita nella vita è sempre il risultato di un dono, ciò che conta è la gratuità del cuore, do per nulla ricevere.”

Dopo aver affrontato il discorso Eutanasia, da un punto di vista prettamente Cristiano Cattolico, il Professor Meluzzi ha dovuto incorrere nelle “ire” (gentili) di chi invece non la pensa come lui e vede l’Eutanasia come il diritto di chi non è più capace di soffrire.
Sorvolato questo piccolo scoglio, si è ritornati in piena armonia quando chi ha preso la parola dal pubblico ha fatto notare come si parla tanto di solidarietà verso il prossimo, quando magari, a casa, non si hanno più rapporti con la propria madre, padre, fratello da anni.
Così ha commentato Meluzzi
“ amare chi è vicino è molto più sublime e difficile di amare chi non conosciamo, perché rappresenta un cammino di crescita, uno sforzo di introspezione”
In conclusione del dibattito, il professore ha ricordato che “il volontariato non è una cosa aggiuntiva ma essenziale. Essenziale per essere felice.
Ricordatevi che l’amore è assoluto perché contiene la totalità dell’uomo, non devono esistere unità di misura del Dono. Se fate del bene, non sappia la mano destra quello che ha fatto la sinistra !

 

Diletta Pirino
maggio 2007






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