Chi sa che in comune ad Arona è possibile firmare una petizione per far abbassare lo stipendio ai parlamentari italiani?
Praticamente nessuno.
E' nata infatti in sordina un'iniziativa che però sta ottenendo un buon successo di numeri.
Una norma per equiparare gli stipendi dei parlamentari attualmente determinati dalla legge n. 1261, e dei dirigenti pubblici nominati dai politici o eletti dal popolo, alla media degli stipendi europei per le stesse mansioni. L'idea è nata ed è stata portata avanti dal gruppo facebook "Nun te regghe più" che ha preso il nome da una canzone di Rino Gaetano.
E sono tanti i comuni nella nostra zona che sono stati "attivati" (affinchè la petizione parta, in un determinato comune, ci vuole un volontario che svolga varie pratiche burocratiche). Arona, Paruzzaro, Oleggio Castello, Gattico e a breve Massino Visconti.
Per quanto riguarda Arona, il merito èdi Agnese Chiarello: "L'idea del gruppo è nata per caso tra due amici virtuali nel social network Facebook. Si stavano lamentando della palude etica e morale nella quale era sprofondata l’Italia e della impossibilità per un cittadino comune di fare qualcosa, quando venne in mente di ricorrere ad una delle due forme di Democrazia diretta previste dalla Costituzione: l’iniziativa di legge popolare".
"Il gruppo è apartitico, apolitico formato da volontari che stampano volantini, informazioni e moduli da firmare a proprie spese al fine di raggiungere il numero di firmatari necessari a sottoporre la proposta di legge. I volontari non mancano e si occupano di informare amici, vicinato, negozi abituali e amici virtuali oltre a recarsi in comune a richiedere la vidimazione da parte del segretario comunale dei moduli da firmare. Aggiungo che l’iniziativa non è tuttavia virtuale. Referenti regionali stanno lavorando per diffondere l’iniziativa in modo concreto. A oggi il gruppo conta circa 84mila persone"
"Non esiste una struttura dietro: l'unica “struttura” che sorregge il tutto è lo sdegno dei cittadini nei confronti della propria classe politica, cittadini che non ne possono più".
Per aderire è sufficiente recarsi nei comuni dove la petizione è attiva e apporre la propria firma.
Diletta Pirino
Gennaio 2012
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