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Intervista a fabrizio trabucco

Fabrizio Trabucco: architetto, musicista e grand gourmet; per le sue opere d'arte utilizza esclusivamente materiali di uso quotidiano, che incontra nella sua professione di architetto ed in dispensa: dalla polvere del caffè alla cera delle candele, dallo stagno ai pannelli di taglio della falegnameria, dal peperoncino alla terra, dando vita a opere di grande effetto ed equilibrio armonico. Vive e lavora ad Arona. (Dalla presentazione di Adriana Chiari - Mostra al Forum di Omegna)

Architetto e Artista: Fabrizio Trabucco et voilà!

Lo conosco, e da tanto! Ma mi sorge ora un dubbio: è un architetto sopra le righe o è un artista non pazzo?



Glielo chiedo con buone maniere!

Architetto o artista?
Architetto e artista. Sono un architetto, il mio lavoro è quello dell'architetto e in effetti faccio esattamente il lavoro che volevo fare. A pochissima distanza però c'è l'arte, e poi ancora tutte le altre mie passioni. Cucina, vino, musica.
Lavoro, arte, hobby e passioni! Sono solo più sfaccettature di un'unica persona!


Oltre all'architetto conosco un po' l'epicureo che c'è in te..ma l'artista un po' meno.

Dal 1996 affianco l'attività di architetto a quella di artista.
Quello dell'arte è un cammino lungo, che nasce dal desiderio di sperimentare, studiare, creare e trasmettere.
Una passione stimolante che mi porta attraverso diversi passaggi interessanti a realizzare le mie opere.


E a partecipare a mostre e concorsi dove, tra l'altro vinci il primo premio! A Settembre sei stato il 1° classificato al Premio Nazionale di Pittura e Scultura Città di Novara 2005 con l'opera R.I.MRA.
Che piacevole significato ha tutto questo?

Chiaramente il partecipare ad un Concorso per un artista emergente ha il più umile significato di presentarsi al pubblico, di farsi conoscere ed apprezzare. L'apprezzamento, che in termini più banalmente economici può significare “quotazione”, è comunque la grande gratificazione per l'artista.
Quando una autorevole giuria di un Concorso Nazionale premia l'artista sconosciuto....ecco il riconoscimento puro. Per definizione!!


Hai vinto il primo premio del Concorso Nazionale Città di Novara con in giuria esponenti del calibro di Ugo Nespolo! Non posso non farti una domanda che mi piace tantissimo.....qual è il segreto del tuo successo?
Sicuramente la profonda ed interessante ricerca dei materiali, oltre alla loro prima selezione. Non si tratta di scegliere se lavorare la plastica, la sabbia o il pepe ma anche di studiare il come e perchè aggregarli, con quali altri materiali e con quale risultato e colore. Un linguaggio nuovo, col quale il colore è il materiale trovato e rielaborato in una nuova veste, in continua evoluzione.

Non ti immagino preso da estro che impazzi su opere in un contorno un po' folle. Scusa è solo che questa è la mia idea dell'artista!!! Un po' sceneggiata ma romantica, vero? Come ti devo immaginare?
In effetti niente di folle. Il mio gesto artistico è il mio progetto mentale. Io ho precisamente disegnata in testa l'opera che voglio realizzare. Fatta e finita! Da lì parte il pensiero di come realizzarla concretamente, ma a quel punto questa seconda fase non rientra nel gesto artistico. E' decisamente una fase concreta ed operativa nella quale, attraverso la mia ricerca, decido materiali, colle, resine e attrezzi da lavoro che userò per la costruzione del quadro.


Allora si tratta di sculture e non di quadri.
Anche il direttore artistico della giuria durante un Concorso mi ha chiesto se secondo me la mia opere fosse da iscriversi nella sezione pittura o nella sezione scultura. Direi “quadri sculturali”.
E' pur vero che utilizzo e lavoro diversi materiali ma nella realtà i materiali sono i miei colori. Li stendo sulla superficie della tavola e non scolpisco affatto la materia. Dunque direi che è pittura! Magari a carattere scultoreo ma decisamente pittura!!


E' una carriera parallela?
E' decisamente una passione che mi da molta soddisfazione. I riconoscimenti che ho ricevuto la rinforzano e stimolano. Dall'inizio ad oggi ho compiuto un percorso notevole in continua evoluzione e di grande affinamento anche grazie al lavoro di rielaborazione e studio che ho compiuto e che, con grande soddisfazione, mi premia.

Per non tralasciare le arti....mi dai una ricetta di cucina?
Una ricetta volentieri.
Direi.......di prendere 1 kg. di filetto di cavallo con una forma un po' cilindrica...è meglio per la cottura!
Poi stendere un trito fatto con erba salvia, rosmarino, timo e sale su un tagliere e far rotolare il filetto.
Avvolgerlo con prosciutto e legarlo.
Metterlo nel forno caldo a 200 ° in una teglia con tanto olio per 35/40 minuti e girarlo almeno una volta.
Sfornare, togliere la corda e tagliare il filetto a fette spesso circa 1,5 cm.
Con qualche patata al forno.....è una delizia!
Il consiglio finale è di accompagnarlo con del buon Dolcetto di Dogliani Papà Celso del 2004 di Abbona.

Cosa posso dirti ora.............. se non “congratulazioni generali”!!!!!
Che è poi esattamente quello che penso!



Camilla
15 Novembre 2005

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