I pendolari aronesi sanno quando partono da Arona ma non se mai arriveranno a destinazione. Viceversa a sera, il ritorno a casa è sempre una corsa ad ostacoli.
Diversi gli episodi della settimana appena trascorsa da raccontare.
I poveri cristi che lunedì mattina si sono imbarcati sul 7.56 diretti a Novara, ad esempio, si sono arenati alle 8.30 a 10 metri dalla stazione di Vignale.
E lì, vi sono rimasti per un'ora e mezza.
Per chi non lo sap
esse, l'allegro paesotto di Vignale dista 5 minuti esatti da Novara. Quando quindi i viaggiatori già pregustavano la gioia di un viaggio puntuale.. zac.. fermi.
Tra l'altro, i finestrini, come spesso capita in presenza di un impianto di condizionamento, erano sigillati.
Treno fermo, aria condizionata spenta, finestrini bloccati, sole battente = morte certa via arrostimento.
Una povera ragazza salita a Oleggio, ha avuto una crisi di panico e gli stessi passeggeri l'hanno soccorsa come meglio han potuto. La giovane è stata fatta stendere a terra (probabilmente avrà preso il tetano), con le gambe sollevate, le hanno bagnato le labbra con una bottiglietta d'acqua fornita da un altro passeggero e un signore le ha fatto aria (per un'ora e mezza) con un foglio di carta.
L'allegra compagnia si è mossa da Vignale alle 9.55, (trainata da un locomotore) arrivando a Novara alle 10 anzichè alle 8.26.
Chi va a Milano, non è più fortunato.
"Una mattina il 6.36 ha viaggiato puntuale fino a Rho fiera - racconta una pendolare - ma appena dopo la stazione si è fermato, il motiv
o non si è capito. Comunque è passato il controllore a dire che ci saremmo fermati a Milano certosa dove dovevamo scendere tutti e prendere un passante. Arrivati a Milano certosa il treno si è svuotato e siamo corsi tutti sul primo passante che arrivava che era già strapieno. Una volta saliti tutti a bordo con il rischio di cadere fuori dai finestrini, hanno annunciato che il treno non sarebbe partito.
Allora siamo riscesi tutti perchè stava arrivando un altro passante e ci siamo incastrati in quello. Morale, arrivo a Milano con un'ora di ritardo e inscatolati come sardine"
E per quanto riguarda il caldo, la pendolare aggiunge: "ho dovuto dire a mia mamma che se una sera non mi vede tornare a casa, mi trova su un vagone del treno sciolta"
Diletta Pirino
luglio 2010