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ISABELLA FERRARI

 


Questa settimana, ARONA.NET ospita un personaggio d'eccezione: Isabella Ferrari intervistata da
Erica Bertinotti
durante il Grinzane noir di Orta San Giulio



"..assalita subito da fotografi e cameraman, Isabella Ferrari, è rimasta in piedi, quasi a voler fuggire al più presto, infastidita dalle domande sulla sua vita privata a cui non ha risposto, ma pronta a sorridere e a guardare tutti con occhi azzurri, di ghiaccio. E i cronisti si sono scatenati.."

"..in dieci minuti non è rimasta la possibilità, per i giornalisti della carta stampata, di porre domande. Una traccia di delusione, ma subito il privilegio più grande per un professionista: un tet a tet.
L’attrice è seduta su un divanetto di pelle nera e sorride, giocherellando con una chiave, forse quella della propria stanza d’albergo, più rilassata, ma sempre consapevole del proprio destino. Recita la parte dell’attrice che si fa intervistare dalla giovane giornalista
"

Una donna e una ragazza

D) Mi parla del suo ultimo lavoro sugli schermi, Il seme della discordia?
Conosco Pappi (Corsicato, il regista: ndr) da tanto tempo, è un amico e non ho esitato ad entrare nel suo mondo, originale per ciò che propone. Come attrice non ho capito nulla; avevo otto pose e nei primi tre giorni ho sbagliato tutto. Ho pensato che fosse il mio ultimo film e che nessuno mi avrebbe più voluta, invece, tutto ha preso la giusta direzione e ha trovato un senso. Il film è molto sofisticato e ora sarei più preparata ad affrontare un’esperienza analoga.

D) Che genere di attrice è? Si lascia plasmare dai registi , chiede indicazioni o preferisce improvvisare?
Prediligo i registi che danno indicazioni, io faccio ciò che vogliono, anche se non esito a proporre. Cerco di intuire anche perché non amo molto le prove. So stare al mio posto, nel mio ruolo e non cerco di far cambiare idea al regista. Sono un’attrice, amo il mio mestiere, e mi dà leggerezza il farlo. Non credo che mi metterò dietro una macchina da presa. Così come non penso che scriverò una sceneggiatura: la pagina bianca mi inquieta.

D) Sente la responsabilità del suo ruolo?
Verso il pubblico sì, soprattutto dopo i successi registrati e ne parlo spesso con gli amici.

D) Teatro, televisione, cinema, quale mezzo di comunicazione ama di più?
Rispetto tutti e tre i mezzi. Il teatro mi ha prosciugata, con il suo miracolo misterioso dell’incontro con gente diversa ogni sera. La televisione è un percorso diverso che apprezzo, ma amo di più il cinema, la sua secchezza.

D) Sogno nel cassetto?
Mi piace l’idea di poter passare da un ruolo all’altro, di sfidarmi, di cambiare anche se al momento mi sembra di essere sempre fissa negli stessi ruoli … non so… spero sempre di girare l’angolo e di trovare altro.

"Una mano stretta con forza e simpatia, un sorriso, uno sguardo e torna la distanza, dissolta solo per un momento, tra la diva e la sua intervistatrice.
Polvere di cinema…"

 

 

Diletta Pirino
novembre 2008

 
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