I bambini saharawi " piccoli ambasciatori di pace", arrivano in provincia di Novara anche quest’anno, nel mese di Agosto.

Infatti, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Meina, di altri Comuni e della Provincia, nonchè di molte associazioni di volontariato, si è concretizzata anche quest’anno la possibilità di un periodo di vacanza per 10 bambini nel quadro del Programma Nazionale dell’accoglienza estiva 2010, predisposta dall’Associazione Nazionale di Solidarietà con il popolo saharawi, d’intesa con il Fronte Polisario, il Movimento di Liberazione del Sahara Occidentale, ed il Comitato per i Minori Stranieri.
In totale quasi 300 persone, tra bambini ed accompagnatori, trascorrono in Italia i mesi di luglio ed agosto per una breve vacanza. Vengono dai campi profughi saharawi situati nella regione di Tindouf, nel deserto sud-occidentale dell'Algeria, in una zona che viene ritenuta una delle più inospitali del mondo..

I bambini, come negli anni scorsi, sono accolti dai volontari dei gruppi e delle associazioni che, con il sostegno degli Enti locali, li ospiteranno nelle località di villeggiatura in Lombardia, Friuli, Liguria, Romagna,Toscana, Marche, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, ed anche in Piemonte, grazie all’impegno di Enti ed Associazioni novaresi.
La Provincia ed il Comune di Novara, le Amministrazioni di Meina (comune ospitante), di Borgomanero, di Castelletto Ticino, nonchè le associazioni “Gli Amici del Lago-onlus” (affiliata all’ANSPS), l’AUSER (di Novara, Borgomanero, Castelletto Ticino, Galliate, Oleggio e Arona), la C.R.I. di Arona, l’A.C.S di Ghevio/Silvera ed il Gruppo SCOUT AGESCI –Arona 1, coordinano insieme al altre realtà sociali la presenza dei piccoli ospiti nel mese di agosto.

Nel corso del soggiorno i bambini (di un'età media compresa tra i 7 e i 13 anni) partecipano ad attività ludiche e ricreative e potranno conoscere la realtà del territorio che li ospita ed arricchire così il loro bagaglio di esperienze, a contatto con un ambiente completamente diverso da quello dei campi profughi. I più piccoli scoprono il lago per la prima volta, e potranno vedere da vicino la montagna durante la loro permanenza alla Colonia estiva di Druogno.

Avranno anche la possibilità di incontrare coetanei di differenti nazionalità ed inoltre potranno di far conoscere la loro condizione di rifugiati. I bambini saharawi sono infatti nati in esilio poichè la loro patria, il Sahara Occidentale, è dal 1975 quasi interamente occupata dal Marocco. Il loro più grande desiderio è quello di vivere una vita libera e felice nella terra che i loro nonni sono stati costretti ad abbandonare 35 anni fa.

L’accoglienza in Italia si svolge regolarmente ormai da una ventina d’anni, e ha visto i bambini saharawi diventare "ambasciatori di pace", trasmettendo ovunque il messaggio di speranza e di pace del proprio popolo.
Nel corso del soggiorno, i bambini ed i loro accompagnatori avranno occasione di incontrare i rappresentanti delle istituzioni comunali e provinciali. Verranno organizzati incontri e momenti di comunicazione sul territorio con filmati e testimonianze sulla loro drammatica realtà.

Il Comitato Organizzatore rivolge un particolare ringraziamento al Vice Presidente della Provincia Luca Bona, al Sindaco del Comune di Meina Paolo Cumbo, nonchè allo staff dirigenziale delle sezioni dell’AUSER provinciale. Grazie anche agli ex-assessori provinciali Prof. Elisa Bazzica e Dr. Massimo Tosi che da tanti anni seguono con particolare attenzione le sorti del popolo saharawi.

Calendario "Accoglienza Bambini Saharawi 2010"
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Si allega la Risoluzione della Commissione Esteri, che all’unanimità il giorno 21 luglio 2010, ha riproposto la questione del “rispetto dei diritti umani da parte delle autorita marocchine nel Sahara Occidentale”.
Il testo adottato impegna il governo italiano ad intraprendere ogni iniziativa utile sul piano diplomatico affinche' le autorita' marocchine giungano alla liberazione di tutti i detenuti Saharawi attualmente detenuti nella prigione di Sale', a favorire la ripresa dei negoziati diretti sotto l'egida dell'Onu tra Regno del Marocco e fronte Polisario al fine di giungere nel piu' breve tempo possibile una soluzione del conflitto conforme alle risoluzioni delle Nazioni Unite che prevedono il riconoscimento del principio dell'autodeterminazione del popolo Sahrawi, ad ottenere garanzie dal governo marocchino sul rispetto dell'integrita' fisica di tutte le persone detenute per reati di opinioni, a favorire il riconoscimento effettivo della liberta' di accesso e circolazione nei territori del Sahara Occidentale e nei campi profughi Saharawi di osservatori internazionali indipendenti, della stampa e delle organizzazioni umanitarie".
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