
Il Circolo Culturale
Gian Vincenzo Omodei Zorini
nella Biblioteca Civica, Piazza S. Graziano
presenta
VENERDÌ 30 settembre 2011 alle ore18
IL CARDINAL
FEDERICO BORROMEO
intervengono
Paolo Pagliughi, autore
Giannino Piana, relatore
Dorino Tuniz, relatore
Ornella Bertoldini
IL CARDINAL
FEDERICO BORROMEO
di Paolo Pagliu
ghi edito daMarietti 1820 nel 2010
«Potremmo davvero dire che don Pagliughi ci offre con il suo lavoro una specie di ricostruzione "interiore" della figura di Federico Borromeo, un ritratto scavato nella psicologia del personaggio, nelle pieghe della sua spiritualità: cose tutte che Federico ha fatto per così dire traboccare dal proprio mondo interiore riversandole nel suo ricco epistolario.
Non deve dunque stupire che la fonte principale a cui l'autore attinge nella sua ricostruzione sia proprio l'epistolario di Federico, le sue confidenze segrete, quasi i suoi sospiri: è una specie di "diario dell'anima...». (Dalla prefazione del cardinal Dionigi Tettamanzi)
Paolo Pagliughi è nato a Milano nel 1919. Laureato in Filosofia, è psicologo, direttore e docente dei Corsi di psicologia Applicata e Formazione Professionale Regione Lombardia. Ha scritto: Il Vangelo secondo Cristo (1972); L'Anno del Signore (1974); Vangelo secondo Caino (1980); La scrittura mancina di Leonardo da Vinci (1984); Il Padre (1985); Capire il bambino dalla sua scrittura (1988); Prete ateo per amor di Dio (2000); Carlo Borromeo (2006).
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VENERDÌ 7 ottobre 2011 alle ore 18
LE VITE
DI JACQUELINE PASCAL
intervengono
Silvana Bartoli, autore
Giannino Piana, relatore
Ornella Bertoldini
LE VITE
DI JACQUELINE PASCAL
di Silvana Bartoli edito da Leo S. Olschki Editore nel 2009
Biblioteca della «Rivista di storia e letteratura religiosa».
I’ fui nel mondo vergine sorella; e se la mente tua ben sé riguarda, non mi ti celerà l’esser pi
ù bella…
Chissà se Jacqueline Pascal conosceva i versi che Dante dedica a Piccarda Donati nel canto III del Paradiso, è indubbio però che il suo cammino virginale sia guidato dalla volontà di rendersi «più bella» agli occhi di Dio.
Ma l’abito religioso non impedisce a lei e alle consorelle di imboccare la strada della ribellione davanti alla richiesta di obbedienza cieca: la coscienza percepisce l’idolatria insita nel confondere la fede in Dio con la volontà del clero.
Guidata dal rigore morale della fede responsabile, l’abbazia si scontrava col relativismo dei gesuiti che la presentarono a Roma come covo di «eretiche e streghe» e ne ottennero la distruzione. Ribelli davanti alla «circoncisione dell’intelletto», anche le monache di Port-Royal non si sottraevano alle umiliazioni da infliggere a un corpo predicato come janua diaboli.
Il cilicio è allora un oggetto di desiderio, le piaghe ornano l’anima come gioielli, l’anoressia è un percorso di santità e la divisa monastica è il burqa occidentale pensato per occultare un oggetto dalla natura perversa e peccaminosa. Parlando di anime la Chiesa si è sempre occupata di corpi e, in nome dell’anima, le donne sono state espropriate del loro corpo: come in passato ha nutrito la caccia alle streghe, l’ossessione che per secoli ha spinto a infierire sui corpi, nutre oggi leggi che mirano a controllarli.
Insegnante, Silvana Bartoli si occupa di ricerca storica, in particolare di storia delle donne, sviluppandone le tematiche riguardanti identità e memoria, con attenzione specifica alle forme e ai modi della monacazione femminile nel Seicento. Oltre ai saggi e alla cura di volumi collettivi, ha pubblicato le seguenti monografie: La Madalena di Novara. Un convento e una città, Sellerio 1995 (Premio «Il paese delle donne»); Angélique Arnauld: «Relazione su Port-Royal», Sellerio, 2003 (Premio «Deledda»); Sposalizio in Canonica (Un processo per uxoricidio in un manoscritto del Cinquecento), Lampi di Stampa. Ha inoltre ricevuto il riconoscimento della «Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio».
Nella Biblioteca Civica, Piazza S. Graziano