Antonio Avallone nasce a Napoli.
Già dai primi anni mostra una straordinaria passione
e propensione per le arti figurative, tant è
che i suoi giochi d'infanzia prediletti sono subito
i colori e tutto ciò che è inerente al
disegno. Dopo un avvio degli studi come ragioniere decide
di seguire la propria natura e si iscrive all'Accademia
di Belle Arti - Liceo Artistico, che in quel periodo
si avvale della collaborazione di un maestro come Cascella.
Qui perfeziona la propria tecnica, scoprendo di essere
portato per un disegno e per un tipo di tratto istintivo
(quello stesso che verrà apprezzato da Cascella),
veloce, poco aderente alle regole canoniche. Stabilisce
un profondo rapporto maestro-allievo con Antonio
Cannata che lo inserisce nel circuito artistico
cittadino.

In occasione della sua prima personale del 1956 Avallone
riceve questa lode dal Maestro: "In lui è
predominante la sincerità artistica. Egli, ottimo
paesista, sente la bellezza della natura alla quale
sa dare sobria giustezza di colorazione circoscritta
nei confini del vero". Conseguita la laurea
in Architettura, si stabilisce a Milano. Il contrasto
con la solarità di Napoli fa sentire il proprio
peso, e il senso del colore acquista una nuova, inizialmente
drammatica, dimensione. Inizia un periodo pittorico
dominato dal bianco e dal nero, da una ricchissima
gamma di grigi che ben traducono le atmosfere brumose
della città lombarda. Che differenza rispetto
alle allegre esplosioni di blu e gialli caroselli napoletani!
Ma l'artista crea sull'onda emotiva dello stato d'animo
che filtra e reinterpreta soggetti, tecniche e colori.
E' l'incontro con la tecnica dell'acquarello
a far gradualmente riemergere la complessa varietà
cromatica del mondo.
Si può dire che a Milano si compia un imporante
stadio della maturazione del pittore, complice certamente
la vivacità del dibattito artistico degli anni
sessanta. Ad un'altra città, Parigi, è
legata una ulteriore, fondamentale crescita. Qui, soggiogato
dal fascino dell'ambiente bohèmien di Montmartre,
dove si stabilisce per un breve periodo, avviene la
completa immersione nella dimensione impressionista
della pittura.

" Montmartre" - Olio su tela, 50
X 70 cm Ciò significa spontaneità, libertà
di esprimere in maniera assolutamente personale ed istintiva
il fascino della luce attimale che trascorre sulle cose,
di colorare le ombre, di rendere l'idea tramite una
macchia di colore e una forma appena abbozzata. Con
queste premesse il Maestro Avallone riesce ad imporre
a Parigi, con immediato successo, il proprio modo di
vedere la ville lumière, tramite un'immagine
mai inflazionata o banale. E se Milano trova nell'acquarello
il principale strumento di trasmissione della propria
immagine, Parigi lo scopre nella guache e soprattutto
nell'acrilico. Quest'ultima tecnica è congeniale
all'artista: i rapidissimi tempi di asciugatura non
offrono occasione di ripensamento e rispettano pertanto
l'immediatezza espressiva di un pittore di tocco quale
effettivamente è Antonio Avallone.

" Vecchio Mulino " - Olio su tela,
50 X 70 cm L'acrilico, con i suoi toni accesi
e squillanti, dona una rara freschezza e luminosità
ai quadri e rispecchia un modo di dipingere ispirato
alla gioia, alla vitalità, alla limpidezza. Il
Maestro Avallone ha esposto durante la sua lunga carriera
in mostre collettive assieme a nomi del calibro di fiume,
Fontana, D'Accardi, Cortiello, Rossi, Codra, Salemi,
Tevernari, Treccani, ottenendo ovunque notevoli consensi.
Ha inoltre al proprio attivo numerose mostre personali
sempre calorosamente accolte da pubblico e critica.
Katrin Cossetta
Antonio Avallone muore ad Arona nel 2006.